lunedì 22 gennaio 2018

Scythe

Grazie a Richi & Sara ho provato Scythe, un gioco in scatola gestionale assimetrico ambientato in un'ipotetica era post prima guerra mondiale steampunk.


In questo gioco guiderete una nazione, ispirata ad una reale ma chiaramente rivisitata in chiave fantasiosa, per vincere lo scontro con le altri nazioni pesando il proprio successo in dollari.


Aspetti chiave di questo gioco sono le plance che caratterizzano le fazioni entrambi scelte casualemente: la prima è legata alla fazione stessa e prestabilisce delle abilità speciali che aiuteranno il giocatore mentre la seconda è l'elenco delle azioni possibili e dei rispettivi costi e benefici che anche se simili, variano da plancia a plancia.
In questo modo due giocatori che vogliono costruire un mecha partono da costi simili, sempre ferro, ma la quantità necessaria e quante monete si guadagnano variano.
La seconda novità è la gestione delle “azioni”: come già visto in altri giochi ogni turno bisogna effettuare un'azione differente rispetto al turno precedente, ma qui ogni azione è divisa in due sezioni, in alto qualcosa che rende immediatamente o che costa monete mentre in basso qualcosa che sicuramente costa risorse. Si può eseguire o la parte alta o quella bassa oppure entrambe ma in questo caso prima la parte alta e poi la parte bassa.
Terza novità sono i concetti legati alla mappa, ogni zona è un riquadro che permette di raccogliere una data risorsa per ogni lavoratore che c'è sopra ad eccezione della città e degli incontri che sono esclusivi per l'eroe di ogni giocatore. La città permette di scegliere una quinta azione specifica tra quelle messe a disposizione dalla città, per cui chi prima arriva meglio alloggia, mentre l'incontro da una carta con tre possibili svolgimenti per l'eroe che permettono di guadagnare qualcosa.
Ultimo punto chiave le stelle e la missione. Ogni qualvolta che si porta al massimo un parametro del gioco si guadagna una stella più due per i primi due combattimenti vinti, il primo giocatore che raggiunge sei stelle fa terminare immediatamente la partita e ogni cosa, o quasi, sul tabellone viene convertita in monete, chi ne ha di più vince! La missione è unica per tutti e permette di guadagnare monete extra.


Il gioco in se è divertente e le diverse combinazioni delle due plance rendono variegate le partite, tallone d'achille è capire cosa il gioco richieda e quali siano le varie abilità dei giocatori.
Io infatti ho perso miseramente perché la mia seconda plancia non mi favoriva la crescita di popolarità nella quale sono rimasto fermo al livello iniziale e Sara mi ha fregato con l'ultimo attacco rubandomi le mie risorse.



Quindi se devo dare un voto, visto il mio gusto personale per i non competiti puri come questo, gli do un 7/10 soprattutto perché per capire come funziona bene il gioco servono qualche partita di rodaggio non solo per capire come è meglio gestire la propria nazione ma anche per capire quali sono le proprie abilità e quelle del nemico. Insomma non è un gioco immediato per cui si adatta bene a gruppi collaudati e poco a giocatori occasionali.