giovedì 31 marzo 2016

Review Torii, perché giocarlo

Torii è il secondo regolamento sul Giappone feudale della Zenit Miniatures, quindi ovviamente è nato sugli stessi modelli e con la stessa differenziazione delle truppe del primo regolamento, ovvero Kensei.
È un regolamento gratuito e secondo me, se si evitano i circuiti ufficiali, si può giocare benissimo con qualsiasi modello e con qualsiasi basetta (necessita solamente di aver segnato il fronte, basandosi su basette quadrate/rettangolari le basette tonde necessitano di qualche accorgimento ma si potrebbe benissimo fare a meno e considerare l’arco di vista assimilabile ai classici 180°).
Il gioco prevede un campo di gioco 90 x 90 cm con sei elementi scenici (case, boschi etc) e quattro elementi scenici lineari (muretti, siepi) più quanti elementi scenici piccoli si desidera (casse & barili), ogni giocatore può schierare al massimo 12 modelli (gli starter prevedono 10 modelli!) divisi in tre categorie: leader (1 o 2 al massimo), élite (metà dei punti) e guerrieri.
 Particolarità del gioco è l’attivazione, praticamente quando vuoi attivare un modello devi lanciare un dado 6: da 1 a 3 farà un’azione, da 4 a 6 due azioni. Non solo, con il 6 potrebbe attivare anche una capacità ki se ne possiede una.
Per il resto è molto semplice, il successo è al 4+ a meno di test caratteristica (successo minore o uguale al valore della caratteristica) e col 6 si guadagna un dado extra (uno solo per ogni 6, non si guadagnano dadi all’infinito come Dreadball). Il combattimento corpo a corpo vince chi fa più colpi mentre il tiro il difensore non lancia nulla, tutti i vari bonus/malus modificano la quantità di dadi lanciati (se si va a 0 dadi li lancia comunque un dado che però colpirà solo a 6).
Una volta colpiti si lancia un dado per “salvare” la ferita, o meglio si viene feriti con un 5 o un 6 a meno di coperture o altre regole speciali delle armi (ad esempio le armi da fuoco hanno un +2 quindi normalmente feriscono al 3+).
I propri modelli possono reagire al nemico se questo si muove entro 5 cm, quindi in automatico senza nessun test.
Si può ingaggiare in nemico normalmente senza avere bonus particolari, caricandolo in linea retta se si ha una linea di vista fin da subito per avere uno o due dadi (se si è a cavallo) aggiuntivi oppure un eroe può sfidarne un altro. La sfida è molto particolare perché se non si accetta la sfida tutta la propria banda ripiega verso la propria area di schieramento, stessa sorte subisce chi viene ferito durante questa sfida (che continua fino a quando uno dei due eroi non viene ferito!).

Insomma potrebbe sembrare una sorta di Canto degli Eroi settato sul Giappone medioevale, veloce e intrigante da giocare, ma soprattutto comprando uno starter si ha tutto il necessario (compreso il manualetto) per giocarlo se non si vuole giusto quei due o tre modelli a cavallo per completare la propria banda (sempre che non si desideri utilizzare qualsiasi altro modello.