venerdì 15 gennaio 2016

Se solo

Il vento gelido penetrava attraverso il bavero del cappotto causando un forte tremito al povero soldato Wilkynson.
Fare la vedetta era uno dei compiti più noiosi e stressanti del suo lavoro.
Quando sei al fronte non riesci a rilassarti e i nervi tesi rendono le lunghe ore di attesa snervanti e faticose molto più del combattimento vero e proprio.
Quando sei di corvèe per qualche VIP o peggio ancora per qualche evento più o meno importante non è tanto quello che fai ma il dover essere un soldatino perfetto la vera tortura, peggio dei balocchi dei bambini, tra la divisa impeccabile ed il doversi comportare come degli arazzi di abbellimento…
Ma peggio di tutto questo sono i giorni come oggi, quando si è lontano dal fronte a fare la guardia di una qualche struttura militare fatta appositamente per non dar nell’occhio. Le guardie non devono essere troppe ne troppe poche e non devono essere ne perfette ne tanto meno troppo trasandate, insomma tutto deve dare l’impressione di essere un posto sull’orlo dell’abbandono ma che potrebbe riattivarsi in ogni momento. Alcune di queste strutture sono centri di ricerca o di detenzione talmente segreti che in realtà le guardie esterne sono solo il fumo per mascherare la vera struttura, tipicamente sotterranea, ma la maggior parte sono in realtà solo semplici ritrovi per svaghi di qualche genere degli alti ufficiali.
Insomma quei veicoli completamente neri con i vetri oscurati, quelli che nei film vengono usati dalle organizzazioni spionistiche o dalle polizie segrete, cosa volete che portino dentro e fuori le basi? Al massimo le guardie vedono qualche autista, sempre in completo e occhiali neri con un piccolo auricolare all’orecchio.
Come tutte questo genere di strutture, anche quella in cui si trovava Wilkynson era sperduta tra boschi e terre selvagge per cui lo svago più vicino si trovava ad almeno quattro ore di strada con la jeep a disposizione per le libere uscite, per cui la povera guarnigione aveva a disposizione solo un vecchio tavolo da biliardo e un bersaglio per freccette in una piccola saletta dietro la sala mensa.
La carovana di ufficiali preceduta da quella delle auto nere era chiusa in quel posto dimenticato dal cielo da almeno due o tre giorni ormai, e Wilkynson contava che ormai gli mancavano ancora una decina di settimane prima di poter essere riassegnato a qualche altro compito.
Un rumore improvviso lo fece voltare svogliatamente verso una macchia di alberi all’interno del recinto, il vento avrà fatto cadere qualcosa. Anche adesso spirava gelido portando alle narici della guardia il profumo della resina degli alberi mista al ghiaccio che si stava formando congiuntamente al calare del sole.
Innervosito si girò verso l’esterno, il tenete Bassosti, a capo della guarnigione, l’avrebbe strigliato non male se l’avesse beccato a curiosare verso gli edifici destinati agli ufficiali. Per Bassosti le guardie dovevano scrutare solo e sempre verso l’esterno! D’altronde meno vedi e meno puoi parlare… Secondo Wilkynson nell’esercito doveva esistere un qualche ufficio che si occupava proprio della gestione di queste strutture, dall’organizzazione degli svaghi fino alla scelta delle location più adatte.
Un gatto sfrecciò accanto alla guardia soffiandogli contro stizzito, Wilkynson seguì con lo sguardo l’animale carico di invidia, stava correndo al caldo della cucina! E se andava bene poteva anche sperare di rubare un poco di cibo extra.
Sospirò pensando al suo precedente incarico. Un porto militare sulla luna principale del proprio pianeta natio. Sebbene fosse serve un lavoro di sentinella, la grande quantità di uomini, anche civili, e di merci che transitavano per la base necessitava di bar e locali accoglienti, almeno per la mentalità dei militari, ricolmi di alcool, fumo e cibo caldo che galleggia in qualche grasso non bene identificato.
Wilkynson si umettò le labbra al ricordo dei panini ricolmi di carne macinata, per meglio nasconderne la vera natura, cotta alla piastra e ricoperta di salse dai colori improbabili, quella giallo paglierino era la sua preferita! Ma anche quella verde fluorescente non era male anche se forse un po’ troppo piccante. Dovevi berci dietro almeno due pinte di birra per spegnere la sete che accendeva ma dopo eri l’uomo più soddisfatto dell’universo!
Con un sorriso vacuo si girò verso la sua prossima posizione pronto al breve cammino.
Per primo venne il bruciante dolore della lama sul collo, quindi lo spavento di trovarsi di fronte un uomo completamente avvolto in vesti e armatura nera. Solo le lenti rosse dello strano elmetto mostravano segni di una qualche colorazione.
Il sangue, il suo sangue, lo stava soffocando e quel che era peggio è che la lama gli aveva già lacerato le corde vocali per cui nonostante il suo cervello gli comandasse di urlare non stava emettendo nessun suono.
Il dolore lo costrinse a portare le mani alla gola invece che al fucile che portava sulla schiena, l’assassino non fece altro che pulire la lama nella divisa della guardia morente. Il davvero povero soldato Wilkynson cadde a terra in un batter di ciglio, fu l’ultimo a cadere dall’attacco dell’assassino inviato dalla Fratellanza, ebbe la sfortuna di trovarsi lungo la sua via di esfiltrazione.

Se solo si fosse sbrigato a cambiare posizione…