domenica 4 ottobre 2015

Confraternita dei poveruomini

Io ero partito con le migliori delle intenzioni, dividere la scatola in quattro squadre per dipingere i 24 modelli in gruppetti più piccoli. Peccato che mi è venuta la malsana idea di imbasettarli tutti assieme per uniformarli ulteriormente! Per cui è da un po’ che non scrivo…
La scatola della Fire Forge dei crociati a piedi permette di montare sia cavalieri che sergenti a piedi con una buona varietà di armi (lance, spade, balestre e un paio di armi a due mani). Volendo usarli per vari giochi skirmish non ho usato i componenti per “gruppo di comando”, ovvero stendardo e corno.
Le basi sono da 30 mm in mdf, l’idea è sempre quella di avere modelli per usarli da Warmachine fino a Warzone passando per Saga.
Ovviamente per Saga sono e saranno sempre ospitalieri! La colorazione non sarà storicamente correttissima, ma francamente non mi interessa, ho preferito avvicinarli il più possibile alla mia fratellanza.
In pratica, viste le mie esperienze con Saga ho deciso di fare due squadre di balestrieri, una di lancieri ed una di cavalieri a piedi con spade/asce. Ogni squadra ha un leader riconoscibile, più meno perché nel caso dei cavalieri ce ne sono ben due con un equipaggiamento diverso ma ho preferito questa scelta perché essendo anche decisamente diversi dai sergenti per mantelli ed elmi posso usarli anche come solitari o comandati.

Per differenziare chiaramente le due squadre di balestrieri, alla seconda è stata fornita di scudi piccoli.
Tra i molti ordini monastici che compongono la fratellanza, i membri della confraternita dei poveruomini, cercano di esaltare la frugalità con equipaggiamenti antiquati oppure che ricordano antiche armi non più utilizzate da moltissimo tempo.
La ragione principale di questa confraternita è la coltivazione delle arti marziali a prescindere delle ricchezze.
Secondo il pensiero dei fondatori di quest’ordine, l’avanzare della tecnologia si è troppe volte mescolata o mascherata con la ricchezza. Solo le nazioni che potevano investire nella ricerca potevano poi schierare truppe con equipaggiamenti tecnologicamente avanzati, questo è un dato di fatto abbastanza ovvio e facile da comprendere, il cruccio di quest’ordine è la coltivazione di guerrieri, e quindi delle arti marziali, anche dove un netto miglioramento tecnologico ha portato alla loro scomparsa per dei più economici soldati.

Le armature che indossano sono poco più che estetismi, infatti molti indossano solo indumenti imbottiti o cotte di maglie reattive sotto alle tuniche del loro ordine ed elmetti dalle fogge antiquate. L’ordine permette una grande varietà di disegni, gli studiosi affermano che in realtà non ha mai avuto leggi restrittive ben precise ma solo linee guide semplici ed essenziali. Questo ha permesso tutta una serie di variazioni o di elementi altamente personalizzati dal punto di vista estetico che si possono dividere sotto due movimenti, ogni tanto in conflitto all’interno dell’ordine. Da una parte c’è chi va a ricercare qualche design antico, meglio se legato alle proprie origini ancestrali, all’opposto gli innovatori che creano nuovo equipaggiamento partendo dall’esistente.
Elemento centrale dell’ordine, imprescindibile, è la povertà tecnologica. Tutte le armi sono le più semplici possibili in uso nell’universo.

Le lame sono semplice acciaio, di buona qualità ma non eccelsa insomma sono paragonabili ai coltelli da cucina, mentre le balestre lanciano dei semplici dardi, ogni tanto con minuscole cariche esplosive sulle punte.