martedì 10 febbraio 2015

Fratellanza - Background - Le legioni dei cavalieri

Quattro secoli dopo la colonizzazione di Pangea da parte della Fratellanza, appervero dalla distorsione due navi da guerra in deriva per i troppi danni subiti.
Le due navi erano molto simili tra loro per il disegno e a una prima occhiata si poteva dire che nonostante fossero dipinte con due differenti colori, una verde scuro e rosso e l’altra un nero opaco con strisce gialle sui fianchi, appartenevano alla stessa nazione. Appervero insieme, una a pochi secondi dall’altra, e appena rallentarono si scambiarono tra loro bordate di artiglieria.
La battaglia durò pochi attimi, i due vascelli erano già pesantemente danneggiate all’arrivo e i danni successivi li condannarono entrambi alla deriva.
Fu allora che la Fratellanza si avvicinò ad entrambi i vascelli. In tutti e due trovò guerrieri umani geneticamente migliorati, rivestiti da armature potenziate e che brandivano grandi armi di vari gradi tecnologici. L’aspetto dei vascelli e dei loro proprietari erano gotici e si respirava in entrambi un’aria di profonda reverenza religiosa.
Questi guerrieri cercarono di avere la meglio sui confratelli che invece li avvicinarono pacificamente, ma di fronte all’aggressione di questi nuovi arrivati la furia dei confratelli della Fratellanza ebbe la meglio molto velocemente facendo prigionieri i pochi sopravvissuti, 27 in tutto.
Le due navi vennero portate in orbita a Pangea, qui i prigionieri vennero spogliati del loro armamentario e portati in un monastero prigione per essere interrogati mentre confratelli specialisti esaminavano tutta la loro tecnologia.
In realtà i prigionieri subirono un primo interrogatorio appena sistemati nelle prigioni, vennero quindi lasciati a se stessi per quasi un mese mentre gli specialisti interrogavano le loro navi e i loro equipaggiamenti. Vennero quindi esaminati dal punto di vista medico prima di essere di nuovo interrogati dagli inquisitori della Fratellanza forti di tutte le nozioni apprese dai loro computer e dai loro dati biometrici.
I prigionieri appertenevano a due differenti legioni di un impero umano che occupava un’intera galassia, questo impero era retto da un unico imperatore reso immortale dalla scienza aiutato da una ciclopica macchina burocratica-religiosa e mantenuto unito da armate di uomini e donne ma protetto dalle forze esterne da legioni di super-uomini nati dal genio dell’imperatore stesso.
Da quattro millenni le legioni si erano spaccate in due schieramenti, lealisti e traditori, i figli prediletti dell’imperatore volevano il suo trono!
Le due navi arrivate a Pangea erano due veloci fregate da esplorazione di due legioni avversarie che si erano scontrate per caso, imboccato un tunnel warp naturale furono catapultate oltre la loro galassia e dandosi la caccia a vicenda per caso arrivarono fino al pianeta della Fratellanza.
Questo è quanto riferirono i prigionieri, e le loro deposizioni furono avvallate da quanto raccolto sui loro vascelli.
Quando però la Fratellanza colmò la conoscenza dei prigioni e gliela riferirono questi rimasero tutti basiti se non scioccati dalle parole degli inquisitori.
Agli specialisti della Fratellanza fu chiaro da subito che questi uomini usavano tecnologia che non comprendevano.
Le armi mostravano tecnologie molto antiche mescolate a conoscenze decisamente più moderne, tutto il loro equipaggiamente presentava una pesante patina di decorazioni di simboli mistici e arcaici che diminuivano l’efficienza stessa delle armi.
L’immortalità dell’imperatore e dei loro re, i sovrani delle singole legioni, era dovuta a passaggi di coscienza tra corpi clonati e non dovuta a qualche potere sovrannaturale come sostenuto dai prigionieri.
I legionari raccontarono di essere stati prescelti da ragazzi, superando terrificanti test fisici e psicologici, per subire una serie di interventi che li avrebbe trasformati nei super uomini che erano. In realtà anche in questo caso quasi la metà degli impianti erano perfettamente inutili, mere ostentazioni simboliche, mentre l’altra metà non serviva a migliorarli ma bensì a trasformarli in cloni, imperfetti, dei loro re. Per finire la loro coscienza originale veniva del tutto cancellata sostituita da copie, anche qui imperfette, del loro sire.
Senza poter analizzare uno di questi re gli specialisti non potevano dire se effettivamente i cloni dei re erano perfetti oppure no, ma dai database dei due vascelli catturati sembrava di si. I legionari imprigionati avevano accesso a poco più del 10% della conoscenza presente sulle loro navi, questo soprattutto perché le due fregate erano gestite da un complesso sistema di automi relegando le aree adibite agli umani a poco meno della metà del volume totale.
Con calma e pazienza la Fratellanza mostrò ai legionari come dovevano essere in realtà, eliminando tutta la patina simbolica che ricopriva i loro corpi e le loro armi. Tutti i legionari compresero perché furono sopraffatti velocemente dai confratelli e tutti, chiesero di potersi unire alla Fratellanza.
I 27 prigionieri vennero separati in 27 diversi monasteri dopo essere stati liberati dagli impianti non necessari, qui vennero addestrati come confratelli partendo da capo per cui non con il loro equipaggiamento originario ma con armi e armature tipiche della Fratellanza.
Dopo cinque anni vennero tutti riuniti, con il consiglio dei maestri della Fratellanza, per discutere del loro futuro.
Ora i legionari erano in tutto e per tutto confratelli, rinati sia nel corpo che nello spirito, e anche le loro navi erano state riparate ed erano pronte a riaccoglierli, anche queste avevano subito pesanti modifiche per renderle più a misura d'uomo invece che simulacri del loro culto imperiale (o anti-imperiale).
La riunione si aprì presentando ai legionari venti nuovi legionari.
Dopo lo smarrimento iniziale degli ex-prigionieri i maestri presentarono i nuovi arrivati per quello che erano, cloni perfetti delle loro legioni con coscienze proprie nate da dati sorgente immagazzinati nelle loro navi.
Avrebbero potuto ricostruire un’intera legione da un’unica piccola nave sia come uomini che come equipaggiamento!
Le due navi catturate in realtà avevano subito troppi danni, ma gli Specialisti della Fratellanza erano riusciti a recuperare da esse tutto il necessario che unito alla loro conoscenza e tecnologia si rivelò sufficiente per colmare i buchi e migliorare i processi esistenti.
Nacquerò così due legioni, forti di un migliaio di uomini l’una, residenti nelle due navi. Esse abbandonarono la loro guerra fratricida, nata da antiche bugie e vestita di miti corrotti dal tempo e dai loro re avidi di potere, per votarsi alla protezione di Pangea, la loro nuova patria, e della Fratellanza.
La legione dal vessillo verde e rosso prese il nome di Cavalieri angelici mentre la legione dal vessillo nero, un po’ per ricordare l’antica faida tra le due legione, prese l’opposto Cavalieri infernali.
Le due legioni mantennero parte della propria simbologia, ovvero continuarono a tramandare tutte le nozioni che avevano sulla propria nascita e sulla storia della propria legione, abbandonando tutti i simboli imperiali.
Dovettero riaddattare tutto l’equipaggiamento ai nuovi corpi, molto più naturali nelle dimenensioni e nelle proporzioni, prendendo l’occasione anche per aggiornare quelle tecnologie ormai superate e desuese. Questo processo venne sfruttato dalla Fratellanza che colmò la sua perpetua domanda bellica con il primo sito produttivo, nato dal materiale recuperato dalle due fregate, per cui oggi giorno non sono poche le armi e le armature di chiara derivazione legionaria.
Le due legioni mantennero la propria indipendenza e la propria organizzazione, molto simile a quella originaria. Sebbene entrambe abbiano scopi difensivi i Cavalieri angelici pattugliano l’orbita esterna del sistema solare di Pangea mentre i Cavalieri infernali pattugliano l’orbita alta, quella dell’unica luna, del pianeta stesso.