lunedì 17 novembre 2014

Uncharted Sea

Ho provato Uncharted Sea praticamente per caso. Uno scontro tra due flotte “starter” che vedeva i signori dei draghi scontrarsi contro gli elfi.
Le regole non sono molte per cui è semplice comprenderne il funzionamento.
Se devo fare un confronto con Hearths of Oak le sostanziali differenze sono due: come si danneggia e come si manovra una nave.
Per danneggiare una nave bisogna fare tanti colpi quanto il suo valore di corazza e se si raggiunge il valore del colpo critico si ha diritto ad un tiro su una tabella apposita. Normalmente si colpisce al 4+ che diventa 5+ se non si vede completamente la nave nemica oppure 3+ se la si attacca dal suo retro.
Vera pecca di questo sistema che non mi piace tantissimo è che le gittate sono fissate a 8, 16, 24 e 32 pollici per cui l'equipaggiamento è calibrato come numero di dadi che si lanciano ad ogni step di gittata.
In Uncharted Sea le navi possono virare con l'ausilio di una sagoma apposita che varia a seconda della propria classe e non è necessario navigare una distanza minima prima di virare.
Vero che stiamo parlando di un mondo fantastico ma la gestione del vento com'è in Hearts of Oak è molto più interessante anche se d'altro canto schematizza i movimenti in esagoni.
Le carte sono poi un aggiunta per armata che non mi ispirano. Ti possono cambiare completamente la strategia e non conoscendole non sapevo cosa mi sarebbe potuto venire in mano... Avendo tutte carte sugli abbordaggi mi sono fidato di loro e ho abbordato ad ogni occasione con pessimi risultati.

In sostanza il gioco non mi attira più di tanto, non so ancora decidermi su cos'è di preciso che non mi torna ma è facile che sia un'insieme di cose.