mercoledì 7 maggio 2014

L'ultimo assalto

Finale della campagna di Bolt Action, il tesoro del Sahara.
Meno male! Una seconda campagna che giunge al termine!! È snervante non finire mai qualcosa organizzato per giocare...
Comunque sia questa volta è il mio turno di assaltare il maledettissimo convoglio! E questa volta avrò io il bombardamento preliminare.
Per fare la mia lista inizio a prendere quello che voglio sicuramente sul campo, arrivo a 460 punti. Aggiungo quattro regolari per arrivare a 500 punti e moltiplico per due! Ovvero due plotoni identici più l'osservatore di artiglieria. In poche parole avevo in campo:
  • 2 tenenti in seconda irregolari
  • 4 squadre da sette fanti regolari
  • 2 carri Matilde MK II regolari
  • 2 artiglierie leggere regolari
  • 2 team MMG regolari
  • 2 cecchini veterani
  • il Foo Fighter regolare gratuito
Il mio avversario invece schierava (tutti veterani):
  • tenente in seconda con accompagnatore
  • medico
  • osservatore aereo
  • 3 squadre da sei veterani
  • 1 squadra da 8 pionieri, 6 SMG ed 1 lanciafiamme
  • team MMG
  • anti carro PAK non mi ricordo più cosa...
  • 3 veicoli da trasporto leggeri che portavano 6 persone
  • 1 kubenwagen
  • 1 Panzer III
Chiedo venia per le foto perché credevo che Pierpaolo riuscisse ad avanzare (spoilerone!), per cui ho preso tutto il tavolo... le cibarie con bibite sullo sfondo non sono nostre, altrimenti sarebbero finite da tempo. Molto tempo.
Schieramento: Pierpaolo schiera i tre veicoli con le tre squadre sulla strada, alla loro destra MMG ed il PAK mentre dietro la staccionata l'osservatore aereo. Kubenwagen con tenente e medico, pionieri a piedi e Panzer in riserva dal fondo. Io devo schierare il doppio di segnalini entro 24” dal centro, ovvero tutto tranne i Matilda che entreranno dal fondo.
Bombardamento preliminare: su quattro volte che abbiamo giocato questa missioni tre volte c'è stato il bombardamento, tre volte distrutto un veicolo... In questo caso riesco anche a smezzare l'unirà imbarcata che fugge!
Primo turno: la mia fidatissima agente 004 uccide il team MMG mentre le artiglierie e l'altro cecchino iniziano a dare qualche pin. Il mio osservatore chiama uno sbarramento sulle posizione nemiche mentre i tedeschi avanzano a stento.
Secondo turno: il bombardamento arriva fermandosi di fronte alla mia prima squadra di fanti! I pin cadono copiosi sui tedeschi che non possono far altro che buttarsi a terra. Entrano il Panzer ed un Matilda ma sono ancora troppo lontani per fare qualcosa. Sul mio lato destro la prima squadra MMG ed il secondo cecchino tengono occupato il PAK mentre l'agente 004 con un colpo secco distrugge il secondo trasporto!
Terzo turno: eliminato l'osservatore aereo tedesco prima che chiami supporto, i primi fanti si apprestano a cercare nel relitto del mezzo (non c'è nulla). Il Panzer inizia a sparare sul mio Matilda che soffre la differenza di armamento e non riesce a raggiungere il mezzo tedesco. Entra anche la kubenwagen mentre il mio secondo Matilde non vuole proprio entrare.
Quarto turno: i fanti si allontanano dalla MMG del Panzer che a sua volta arresta l'avanzata del primo Matilde. Meno male che entra il mio secondo carro.
Quinto turno: siccome i tedeschi non riescono ad avanzare inizio a mandare avanti le mie squadre nascoste mentre ecco arrivare anche i pionieri. La kubenwagen finisce i suoi giorni sono il mirino dell'agente 004. La mia cecchina è proprio in giornata oppure è particolarmente vendicativa.
Sesto turno: i pionieri fanno sentire il loro peso facendo evaporare la mia seconda squadra di fanti in un unico turno di fuoco, buttando via il lanciafiamme per mia fortuna! Mentre il primo Matilde viene immobilizzato il secondo avanza in gittata unica per cercare di fare qualcosa al Panzer.
Settimo turno: i pionieri fanno la conoscenza della mia artiglieria leggera sul colle ma il Panzer distrugge anche la mia terza squadra di fanti. Scoprendo tutti i segnalini avanzo con qualsiasi cosa che non sia in gittata utile (se può farlo).
Ottavo turno: finalmente il PAK ci abbandona! Ed il secondo Matilde è ormai sempre più vicino al Panzer che purtroppo resiste ai miei colpi.
Nono turno: anche il Panzer abbandona il campo grazie ad un colpo sul fianco del mio Matilde!
Ultimo turno: non ho mai fatto caso che questa missione poteva essere vinta non facendo la missione... Ovvero ha un grossisimo baco di cui parlerò dopo. Di fatto il Matilde manca l'ultimo trasporto che riesce a scappare verso il primo trasporto distrutto assicurando la vittoria ai tedeschi.
Il baco, ovvero come avevo vinto la campagna due battaglie fa: se nessuno dei due concorrenti ha finito la sua missione principale si vede chi ha più unità entro 12” dal mezzo (anche distrutto) con il bastone a bordo, se si pareggia si vedono i punti distrutti.
Questo baco fa si che il difensore possa decidere di non avanzare e giocare tutto sulla difensiva.
In questo caso abbiamo avuto a disposizione un campo immenso rispetto a quello utilizzato, e nonostante questo sono riuscito a dominare la partita come potenza di fuoco anche se avevo armi anti carro con gittata inferiore.
I bachi sono sempre da mettere in preventivo quando il gioco non è stato giocato tantissimo, quando abbiamo pensato alla campagna eravamo in due partecipanti (non in tre) e non erano ancora uscite le missioni molto interessanti proposte dalla Warlord sul loro sito.
Però almeno sono soddisfatto di aver concluso una seconda campagna!

Cammina lentamente tra il fumo acre proveniente dai mezzi distrutti poco lontano, avanzando dietro la protezione della carcassa del Panzer esploso non molto tempo prima. Il berretto tra le mani mentre si asciuga il sudore e la fuliggine dal viso, fermandosi poi poco distante, poggiando il piede sullo steccato che vede davanti a sé. Con gesti lentissimi estrae una sigaretta e l’accendino con il simbolo della divisione, il teschio con i tentacoli che lo identifica come un membro della famigerata Hydra. Socchiude gli occhi mentre aspira il fumo trattenendolo a lungo nei polmoni per poi rilasciarlo con altrettanta calma. Cerca di isolarsi dal rumore dei suoi uomini che stanno recuperando i corpi dei commilitoni caduti con silenziosa religiosità, pronti a farne una pira, così come le direttive dell’Hydra e i riti a loro insegnati impongono. Wotan, Thor, Frigg e gli altri dei riesumati da una sorta di nuovo paganesimo vengono pronunciati per proteggerli, per far si che i loro compagni possano venir accolti nel Walhalla. Scuote il capo mentre riapre gli occhi, sentendo appena il rumore dei passi che si avvicinano. Si rimette il berretto lisciandone appena la tesa per poi voltarsi verso il proprio attendente. Quasi distrattamente risponde al suo saluto facendo scattare il braccio destro teso per poi ascoltare le sue parole e fissare i paramenti che gli sta porgendo. Annuisce mentre li prende e si fa aiutare ad indossarli, non più solo ufficiale della Divisione Hydra e della Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi, no, ora anche sacerdote di quella religione rievocata e che in una assurda commistione tra scienza e occulto, sembra portare i suoi frutti. Si avvicina così ai suoi uomini, in circolo attorno alla pira ove sono stati sistemati i loro cadaveri, non certo quelli dei nemici che verranno lasciato come pasto per i corvi. Tutti i soldati, come un sol uomo, scattano sull’attenti, le braccia tese e l’urlo che fuoriesce dalle loro gole a sancire la loro appartenenza e la loro fede “Heil Hydra! Heil Himmler!”. Risponde allo stesso modo, il viso serio che denota fierezza e commozione; risponde perché è il suo dovere, perché ha scelto quella vita, perché sa che la loro idea è quella giusta, che sapranno portare l’uomo a vette mai raggiunte prima. E comincia così a parlare, intonando le preghiere dimenticate e riscoperte solo per loro, invocando le Valkyrie e la loro venuta.
[…]
Dal Radiogiornale de “La Voce di Praga” – Edizione Straordinaria
Oggi è un giorno magnifico e speciale per tutti gli abitanti della nostra amata Repubblica, un giorno che non possiamo dimenticare e che a lungo verrà ricordato per l’importanza che avrà nel futuro della nostra Sacra Nazione e dei nostri Sacri Ideali.
L’intera piazza Adolf Hitler di Praga è gremita dall’alba di migliaia e migliaia di persone radunate per poter ascoltare le parole del nostro amato e stimato Fuhrer Himmler che tra poco arringherà la sua gente. Dinanzi al palco d’onore, schierate in formazione, tra le consuete divise delle SS, si possono veder spiccare le verdi divise della Divisione Hydra, raccolte sotto la bandiera riportante il loro simbolo, il Teschio con i Tentacoli. Per la prima volta dalla loro fondazione, i membri di questa Divisione presenziano ad una parata ufficiale e per la prima volta sono assiepati nel posto d’onore, proprio dinanzi alla postazione che verrà occupata dalla nostra guida.
L’intera folla ora esulta mentre è appena giunta la Mercedes contrassegnata con la bandiera della Repubblica. La vediamo fermarsi dietro il palco e da essa scendere ora il nostro Fuhrer Himmler accompagnato dal picchetto d’onore delle SS. Con incedere sicuro e marziale sale sul palco rivolgendo alla gente assiepata un cenno con il capo. Ed ecco che la piazza erompe come un sol uomo con un grido che si alza sino al cielo e che di sicuro farà commuovere anche gli Dei. “Heil Himmler!” “Heil Himmler!” “Heil Himmler!”. Per ben tre volte il grido si alza mentre le bandiere della Repubblica vengono sventolate e innalzate nell’aria.
Il Fuhrer ora si avvicina al microfono, mentre un silenzio profondo e carico di intensa commozione si sparge per tutta la piazza.
“Miei connazionali, cittadini della Repubblica, amici e compagni di lotta e di governo, oggi è un giorno speciale per la nostra Nazione e per il suo Futuro. Oggi, dopo innumerevoli sforzi, siamo riusciti in ciò che sembrava impossibile. Oggi abbiamo messo il Nostro Nome e il Nostro Simbolo tra quelli che hanno fatto e faranno la Storia. I Nostri uomini hanno saputo lottare e morire per ciò che negli anni abbiamo costruito. Hanno saputo sacrificare la propria vita, la propria Sacra Gioventù e cadere affinchè oggi, qui, su questo palco e dinanzi a voi tutti, potessero consegnarmi qualcosa che ci renderà ancora più forti, che proteggerà le nostre mogli e i nostri figli dall’ingerenza del nemico. Qui, oggi, vedrete un prodigio uscito dalle sabbie del tempo, un oggetto che un tempo rese immensa Cartagine, che portava la volontà degli Dei a colpire chi osava tradirli. Oggi, miei connazionali, la nostra Repubblica verrà ancora una volta benedetta dalle forze che porteranno civiltà e conoscenza al mondo intero. Oggi, la mano di Baal, il bastone dei sacerdoti di Cartagine, verrà mostrato a tutti voi e al mondo intero”
La piazza esplode in una ovazione che a stento viene trattenuta dai gesti accondiscendenti del nostro Fuhrer. Solo la Divisione Hydra rimane immobile, quasi quegli uomini fossero delle statue.
“Questo bastone è stato strappato dalle mani empie del Commonwealth, esseri inumani che vogliono rendere schiava l’umanità intera e asservirla ai loro scopi perversi. Il sacrificio di uomini coraggiosi ha permesso che questo loro disegno venisse fermato, che venissero sconfitti e che la vittoria giungesse a noi sulle ali degli Dei. Abbiamo vinto questa immensa battaglia, ma dobbiamo essere consci che molte altre arriveranno e che dovremo essere pronti a combattere ancora e anche a morire perché la morte eroica è solo l’inizio di una nuova vita, perché alla fine dei tempi ci ritroveremo assieme a brindare con gli Dei nel Walhalla. Questi uomini che hanno sacrificato la loro vita indossavano la divisa verde di una Divisione che ha servito e sempre serve con dedizione la causa della Repubblica. Oggi sono loro i nostri eroi, oggi a loro e non a me o ad altri deve essere tributato il massimo onore. Ed io con immenso onore e commozione chiamo qui su questo palco il loro Comandante, l’Oberstleutnant Johann Schmidt”
Ora il Fuhrer sta applaudendo mentre dalla Mercedes scende l’uomo da lui chiamato. Vestito della divisa della Divisione Hydra, la giacca verde e i pantaloni grigi, il berretto a coprirgli il capo, sale verso il palco senza scambiare nemmeno un cenno di saluto con nessuno di coloro a cui passa vicino. Si avvicina al nostro Fuhrer scattando nel saluto della nostra Repubblica. Sono momenti di pura esaltazione quand’ecco che il Fuhrer, rompendo il cerimoniale, si avvicina e lo abbraccia a sancire così il legame tra questi due eroi della nostra Patria. Ecco ora che l’Oberstleutnant Schmidt avanza verso il palco, mostrando alla fine a tutti il suo viso. Ammutolisce la piazza intera e anche noi non possiamo che rimanere attoniti e sgomenti nel vedere i lineamenti di un teschio al posto di quelli del viso, un teschio però dal colore rosso. La gente non parla, un silenzio assurdo cala sulla piazza Adolf Hitler, un silenzio che dura finchè l’Oberstleutnant non fa scattare il braccio destro alzando la sua voce “Heil Himmler! Heil Hydra!”.
A questo punto tutti gli uomini della Divisione presenti nella piazza sembrano svegliarsi e rispondere a quel saluto, alzando la loro bandiera e gridando con forza dirompente “Heil Hydra!”.
Ma ecco che invece del discorso che tutti ci aspettavamo, l’Oberstleutnant Schmidt con un semplice cenno chiama qualcuno. E dagli uomini schierati si stacca la figura di un ufficiale che lentamente si incammina verso il palco, tra le mani un involto verde. Tutti seguono i suoi passi, tutti lo guardano avvicinarsi all’Oberstleutnant e al Fuhrer. Senza dire nulla allunga le braccia porgendo l’involto verso i due uomini. E’ l’Oberstleutnant a muoversi, aprendolo e mostrando così a tutti noi un bastone nero. Non lo tocca, tramite il panno ora lo porge al Fuhrer che allunga la mano destra per carezzarlo e infine impugnarlo e alzarlo per mostrarlo alla folla. D’un tratto un tuono scuote il cielo limpido, segno evidente che gli Dei sono qui a benedire questo momento.
“Miei connazionali, oggi comincia il nostro futuro”
Grida e applausi ora si alzano dalla folla mentre le bandiere, della Repubblica e della Divisione Hydra, sventolano senza posa.
“Ed oggi, prima di lasciare che sia la festa e la gioia ad essere padrona del nostro tempo, voglio ringraziare chi in questi ultimi mesi ha combattuto e guidato i suoi uomini verso questa decisiva vittoria. Ed è qui oggi, su questo palco e ha portato sin qui, nelle mie mani, il bastone di Baal. A nome mio e di tutta la Repubblica, voglio che il nome del Leutnant Sebastian Helm venga inciso a caratteri d’oro negli eroi di questa nazione e che questo venga ricordato con la Croce della Repubblica che io concedo a nome di tutti i Tedeschi che in essa si riconoscono. Onore al Leutnant Sebastian Helm. Heil!”
In un gesto davvero immenso, il nostro Fuhrer scatta nel saluto tributando così il massimo onore a questo Eroe. Al suo fianco anche l’Oberstleutnant Schmidt scatta nello stesso saluto e così tutta la piazza e tutti i cittadini della Repubblica, ovunque essi si trovino.

Da qualche parte, in un momento non precisato
La luce soffusa ma brillante riempiva la stanza, ad una prima occhiata non si vedevano pareti ne tanto meno si sarebbe riuscito a definire quale fosse il sopra e quale il sotto.
Il vuoto era talmente colmo di luce da dare a chiunque un senso di completezza e pienezza, come se la pace della luce fosse sufficiente a placare qualsiasi istinto.
Due occhi si aprirono nel vuoto, osservando la stanza in cerca degli altri che sarebbero dovuti arrivare. Ecco aprirsi altri due occhi seguiti da un terzo paio. Ogni coppia di occhi sembrava piegare la luce attorno a se quasi ad emulare una figura umanoide avvolta in una qualche sorta di grane mantello o tunica con cappuccio.
<Ben tornati tra noi fratelli.> la voce della prima presenza aveva un tono prettamente maschile, calma e pacata. Con gli occhi che chiaramente “sorridevano” come era consueto dire tra gli umani.
<L’agente 004 ha finalmente completato la missione in tutto e per tutto> disse l’ultimo arrivato, anch’esso con una voce decisamente maschile anche se non così armoniosa come il primo giunto.
Per fortuna nessun umano stava ascoltando il trio, altrimenti sarebbe letteralmente impazzito ascoltando il suono della voce dell’ultima presenza che avrebbe sicuramente portato alla mente molti miti tra cui le banshee o le sirene. <Figuratevi! La nostra fortuna è che gli umani di quel pianeta sono ancora facilmente ingannabili. Finalmente siamo riusciti ad impossessarci della fonte di energia di quel maledetto bastone degli Ashura, non è ancora il momento che gli umani scoprano questo tipo di fonte di energia…>
E così parlando la luce attorno al volto di quella che era chiaramente la vera forma dell’agente 004 si modello a forma di braccio, quindi si formò una mano che stringeva una piccola gemma brillante.
<Certo che nell’ultimo scontro non ne hai perdonato nessuno degli uomini dell’Hydra…> disse il terzo venuto riferendosi ai colpi esplosi dall’agente 004 che avevano bloccato l’avanzata dei mezzi tedeschi.
<Ammetto che mi sono concessa una piccola vendetta per avermi ucciso il mio giovane tenente, era così promettente… un vero spreco… Tu invece 003, te la sei presa comoda contro quel PAK!>
Sentire un deva che ride è forse uno dei miracoli più meravigliosi del creato.
<E grazie tanto… non avevo mica in mano un giocattolino come il tuo! No fermati 004! Non ci pensare minimamente a fare battute di spirito come gli umani… Invece rimanendo concentrati, l’ultimo parte del piano è stato ultimato?>
E prima che potesse completare ecco comparire una quarta presenza
<Si si si si… ho fatto tutto lo spettacolino sopra le testoline tedesche… nuvoloni, tuoni e tutto il resto…>
Il nuovo arrivato aveva una voce cavernosa, lenta come i suoi movimenti e leggermente petulante, quasi stizzita dall’affermazione dell’agente 003.
<Onorabile Taranis ti ringraziamo immensamente> disse la prima presenza chinando il capo, o quello che dovrebbe essere il suo capo, di fronte all’antica presenza che invece riprese a parlare.
<Invece gli uomini del Bene Comune di questo mondo si sono comportati onorabilmente?>
Fu l’agente 004, che aveva seguito tutta l’impresa, a rispondere all’antico.

<Certamente onorabile Taranis, anche i membri della legione penale dell’ultima battaglia hanno dato il meglio di se. Presto anche i popoli di questo mondo saranno pronti per unirsi al Bene Comune dei Mondi.>