domenica 9 febbraio 2014

la compagnia dei cavalieri della misericordia

 Per la prima volta parto da un progetto scrivendo la storia dei modelli che voglio realizzare. Questo nasce dall'idea di giocare lo stesso esercito in più giochi possibili partendo dall'ucronico e finendo nel fantascientifico passando per il fantastico. Ecco quindi i miei cavalieri della compagnia dell'angelo della misericordia!
Tra gli ordini minori della fratellanza degli ospitalieri uno dei più singolari sono sicuramente cavalieri della compagnia dell’angelo della misericordia, a volte chiamati semplicemente misericordiosi i membri clericali, mentre i cavalieri combattenti sono chiamati i morti, i cavalieri morti, i morituri o simili appellativi.
Da notare attentamente che questi appellativi non sono mai considerati offensivi da nessun ospitalierie, anche se alcune persone, soprattutto militari, spesso si riferiscono ai cavalieri combattenti della compagnia dell’angelo della misericordia con un misto di timore reverenziale e disprezzo.
La compagnia nacque dopo la peste nera del 1347 , quando l’ospizio degli ospitalieri di Windsor si vide letteralmente inondato di malati e di cadaveri. Il giovanissimo fratello Andrew George si ritrovò a dover somministrare la misericordia a troppe persone troppo velocemente, cadde quindi in un periodo di depressione in cui non uscì dalla sua cella piangendo e pregando ininterrottamente fino allo sfinimento.
Quando finalmente uscì dalla sua cella il suo sguardo era luminoso ed un gentile sorriso non l’avrebbe mai abbandonato. La consapevolezza di quanto amore verso il prossimo serviva per poter somministrare la misericordia lo portò verso una ricerca costante su come alleviare le pene altrui.
Al termine della peste il maestro dell’ospizio segnalò il giovane all’abate della contea per la sua abnegazione nella ricerca della sconfitta della sofferenza umana, Andrew, infatti, aveva studiato diligentemente tutti i volumi presenti nella biblioteca dell’ospizio e la sua sete di conoscenza non poteva essere colmata nel piccolo ospizio.
Fratello Andrew divenne non solo uno specialista delle terapie del dolore e nel supporto psicologico dei malati, divenne anche un ottimo insegnante. Su consiglio del cardinale Nicholas III fondò quindi la compagnia dell’angelo della misericordia.

Alla sua fondazione prevedeva solo membri clericali per il supporto e lo studio della sofferenza umana fu solo qualche anno dopo che nacque anche l’ala cavalleresca. Gli annali narrano che tra i pazienti di fratello Andrew, oramai maestro della compagnia appena fondata, si ritrovò a curare le piaghe dell’anima di un maestro cavaliere il quale aveva perso in battaglia quasi tutti i suoi confratelli in un unico sanguinoso scontro. Maestro Jarl, questo il suo nome, non riusciva più a chiuder occhio tormentato dagli incubi, la battaglia nella sua anima non finiva mai ed i suoi fratelli morivano e soffrivano in eterno. Era un nuovo tipo di sofferenza fino ad allora mai curata con successo.
Dopo settimane di colloqui tra i due maestri, Jarl comprese come i compagni dell’angelo della misericordia accettassero il proprio dovere di vivere con le mani sporche di sangue per amore verso gli altri. Sebbene Jarl stesse meditando di entrare anch’egli nella compagnia, esso era un cavaliere e la sua natura guerresca si ribellava anche solo all’idea di rimanere fermo ad attendere qualcuno da aiutare. Ancora una volta fu maestro Andrew ad aiutare maestro Jarl, suggerendogli di formare un’ala di cavalieri della compagnia. I campi di battaglia necessitano sempre di moltissima misericordia, inoltre il cavaliere avrebbe infranto i suoi voti se avesse abbandonato il campo di battaglia come cavaliere se non per ordine ricevuto da un cardinale della fratellanza.
Fu così che nacque l’ala della compagnia dei cavalieri dell’angelo della morte, anche se tutto l’ordine cambiò il nome aggiungendo “cavalieri”, essa è formata solo da cavalieri ospitalieri che dai vari ordini si ritirano in questo per poter continuare a combattere anche quando accade qualcosa che non gli permette di servire nel proprio ordine con la dovuta serenità.
Questo, per fortuna, accade molto raramente per questo i cavalieri combattenti raramente si vedono in un gruppo superiore a quattro o cinque membri e pochissimi sono quelli che raggiungono il grado di maestro, anche se nessuno combatte mai da solo.

In guerra i cavalieri della compagnia dell’angelo della misericordia sono sempre utilizzati nelle missioni di secondaria importanza, rispetto alla guerra stessa, incentrate sulla difesa dei medici, di membri della fratellanza oppure nella difesa o recupero di beni o di persone di interesse per la fratellanza.
Il loro reale scopo si sviluppa dopo le battaglie, soccorrendo i feriti e aiutando i moribondi sia amici che nemici. I cavalieri della compagnia non abbandonano un campo di battaglia fino a quando non si odono più i lamenti dei feriti e tutti i corpi dei caduti hanno ricevuto l’estrema unzione oppure sono stati consegnati nelle mani dei propri compatrioti.

Alle armature nere, tipiche degli ospitalieri, sono sempre tolte le insegne degli ordini precedenti sostituite invece da simboli angelici (come ali, gocce di sangue, calici di sangue e simili), ossa (soprattutto teschi o ossa incrociate) e croci di Sant Andrea bianche. Queste ultime sempre messe dove prima c’era l’emblema dell’ordine di origine.
Agli inizi ovviamente le armature erano sempre quelle dell’ordine di origine, con il passare dei decenni, però molti cavalieri presero l’abitudine di indossare le parti sopravvissute delle armature di loro confratelli della compagnia dell’angelo della misericordia fino a quando nacquero armature formate dai resti di interi gruppi di cavalieri. Non solo questa tradizione si è ormai radicata, ma questo tipo di armature sono le uniche che sono mantenute dall’ordine in un’armeria apposita all’interno della biblioteca centrale della fratellanza come memoria e onore dei propri caduti.
Le uniche eccezioni sono le armature dei maestri, questi rari cavalieri modificano con il tempo le loro armature fino a raffigurare completamente la statua dell’angelo della misericordia della cattedrale di Windsor. Queste armature diventano quindi delle vere e proprie sculture e non pochi maestri fanno voto di non togliersele se non quando sono all’interno della propria cella. Molte vengono placcate d’oro o rivestite d’ottone, oppure vengono dipinte completamente di bianco; in ogni caso le armature dei maestri hanno lo scopo di mostrare a tutti, amici e nemici, la presenza della compagnia sul campo di battaglia.
Anche le armature dei maestri contengono parti delle armature dei precedenti maestri ma i maestri della compagnia non possono prendere pezzi delle armature dei loro fratelli caduti in battaglia.
Quasi tutti i maestri sono anziani cavalieri e pochissimi riescono a raggiungere il grado senza aver subito almeno una ferita molto grave, quindi sebbene quasi tutte le armature moderne vengono potenziate con servo-motori per migliorare la mobilità e la forza del cavaliere, le armature dei maestri sono messe a punto specificatamente per poter permettere di scendere in campo a questi guerrieri altrimenti costretti nelle retrovie dalla vecchiaia o dagli acciacchi.
Tra i combattenti della compagnia dei cavalieri dell’angelo della misericordia solo pochissimi muoiono di vecchiaia.

I cavalieri combattenti spesso portano attaccate alle armature con sigilli di cera strisce di pergamene o di stoffa con scritti i nomi dei propri fratelli caduti in battaglia (sia dell’ordine di origine che dei confratelli della fratellanza). Questa tradizione è nata proprio in seno alla compagnia dei cavalieri dell’angelo della misericordia, ma si è diffusa piano piano in tutti i ranghi combattenti della fratellanza degli ospitalieri.
Presso i popoli del Commonwealth è ormai diffusa la credenza che sia un vero onore avere il proprio nome scritto su queste strisce votive, per questo motivo molti morenti accettano la misericordia dei cavalieri a patto che essi scrivano il loro nome sulle proprie strisce e che li portino su di se fino al termine della guerra. Solo allora il loro spirito potrà riposare e la parte di striscia recante il nome del morto viene fatta recapitare alla famiglia con tutti gli onori, ben consapevoli che anche la morte non ha potuto fermare il fervore del caro estinto.
Nei primi decenni di questa pratica molti popoli hanno imparato a loro spese quanto possa essere determinata la fratellanza nel recuperare queste strisce votive, nei giorni moderni nessuno si azzarderebbe a trattenere con se o anche solo a raccoglierle per timore di una visita dei mortificatori o peggio di un inquisitore della fratellanza.

Questi combattenti spesso si uniscono alla compagnia con profonde ferite nell’animo e nessuno si unisce ai loro ranghi al di fuori di altri cavalieri della fratellanza. Sebbene non sia strettamente vietato, a nessun uomo viene in mente di abbracciare la battaglia come questi cavalieri fanno. La loro ferocia e la ricerca del corpo a corpo in tempi moderni, quando ormai il fucile ha sostituito moltissime spade, li fa associare spesso agli antichi berserker.

Siccome questa compagnia non nasce con uno scopo bellico, non mantiene e non utilizza veicoli di supporto tranne quelli che servono per il trasporto (sia dei cavalieri che dei feriti o morti che siano). Spesso questi veicoli vengono presi sul campo di battaglia, recuperando veicoli inutilizzati anche tra quelli nemici. Insomma la compagnia dei cavalieri non possiede nessun materiale bellico che non venga da donazioni spontanee, soprattutto da parte della fratellanza, oppure che non sia stato recuperato direttamente sul campo di battaglia.

I cavalieri dell’angelo della misericordia inoltre non possiedono nessun tipo di struttura, essi convivono al fianco degli altri membri della fratellanza e spesso gli viene adibito uno spazio più o meno provvisorio a seconda del loro ruolo. In questo modo è possibile trovare un membro clericale in un ospizio oppure un piccolo gruppo di cavalieri al fianco di un gruppo armato della fratellanza.

Grazie alla loro importante funzione li si possono trovare facilmente in ogni zona calda, avendo una struttura molto snella vengono spostati velocemente ovunque un cardinale ne faccia richiesta e tutti i membri della fratellanza si adoperano per facilitare gli spostamenti e la missione della compagnia. I cavalieri della compagnia dell’angelo della misericordia sono l’unico ordine a non avere un abate a capo dell’intero ordine, essi vengono gestiti dai vari maestri, sia clericali che combattenti, o direttamente dai cardinali. Sebbene dispongano di maggiori libertà rispetto agli altri membri della fratellanza, di fatto non hanno nessun codice che ne limiti in qualche modo le azioni, raramente ne approfittano e questi uomini e donne spesso sono i più concentrati e votati alla propria missione facendo coincidere la propria vita a quella dell’ordine stesso.
I modelli sono del 1992, all'epoca li avevo dipinti “giusti”, ovvero come compagnia della morte degli Angeli Sanguinari, adesso invece voglio riutilizzarli per questo progetto!
Giusto un paio di modifiche, parte dovute al fatto che li ho scolorati insieme al cappellano e parte per migliorare l'effetto ucronico.
Uno dei trucchi per rendere bene il nero è colorarlo, in questo caso l'ho sfumato al blu che con il bianco risalta parecchio.
Come potete notare tutte le parti di ossa sono su tonalità di grigio mentre le parti bianche sono al bianco osso/bianco sporco.
Le molte sacche, che i marines moderni hanno perso quasi completamente, sono verdi per staccare dal resto del modello e per dare un'idea un pochetto realistica.
Quest'ultima foto per parlare del sergente. In primo luogo lo scudo, che viene da un kit degli elfi alti sempre di quegli anni, è l'aggiunta recente. Ho preferito dargli uno scudo, un equipaggiamento antico, piuttosto della pistola al plasma che aveva per poter rendere l'idea di equipaggiamenti tramandati tra i cavalieri anche se desueti. La posa è propria dello sfondamento anche se è chiaramente un mancino, ora come cavaliere medioevale non è credibile ma essendo fantascientifico va benissimo così! La cresta rossa è come segnavano i sergenti degli space marines nella prima edizione di Warhammer 40.000, dalla seconda in avanti cambiavano colore a tutto l'elmo, e l'idea mi è piaciuta.
Mi ritengo estremamente soddisfatto da questa squadra! E meno male, anche perché l'idea era di usare questi modelli sverniciati come banco di prova per i modelli della fratellanza del kickstarter...

Bene, prossimo progetto in cantiere il primo dei due mezzi reggimenti di gargoyle. Ne dipingo uno solo perché questo sarà per Kings of war, l'altro invece lo destinerò ad altri giochi come Warmachine/Hordes.