martedì 18 giugno 2013

Bran il benedetto, il sogno

Bran stava cavalcando di fronte al suo contingente di umani e ai suoi alleati nani verso la roccaforte elfica sull’isola di Eire. La calda lana colorata con i colori cangianti del suo clan, profumata nei campi pieni di fiori e di edera delle sue terre, proteggeva lui e suoi uomini dal forte vento che dall’oceano spazzava le coste. I nani non sembravano curarsene molto, chiusi nelle loro armature e con le folte barbe o forse erano troppo ubriachi per accorgersi del clima.
Con il nascere della minaccia non morta in Bretagna non era saggio permettere ad un’altra forza ostile di prendere piede a poche miglia da casa, ecco perché gli umani avevano chiesto aiuto ai nani. Le antiche discordie tra nani e elfi hanno sempre alimentato piccole o grandi guerre, e anche questa non era diversa. Le tribù umane rispetto ai loro alleati sembravano molto retrograde, tranne che per le unità di berserker nanici, senza tutto quel metallo a proteggerli e con armi di qualità sicuramente inferiore potevano contare solo sul loro numero.
I vessilli elfici sventolavano sulla collina di fronte a loro, erano già schierati pronti ad attenderli. Bran urlò gli ordini ai suoi uomini così come gli accordi presi con i nani comandavano, gli umani avrebbero fatto da ali all’esercito mentre i nani sarebbero stati il centro solido, l’incudine su cui rompere la schiena agli elfi.
Gli umani fecero appena in tempo a schierarsi che subito furono raggiunti dalle prime salve elfiche, con urla di guerra l’intera armata nanica-umana caricò la linea elfica. Gli umani guardarono quasi con derisione i bassi nani che non riuscivano a tenere il passo all’armata in piena corsa, a quasi un centinaio di metri dalle linee elfiche, quando già l’orda barbarica stava risalendo il colle, i nani si fermarono.
Un ordine secco, uno squillo dei loro corni e l’intero centro si arrestò.
Pochi umani se ne accorsero, troppo presi dall’impeto della promessa battaglia, ma tra quelli che videro i nani fermarsi c’era Bran che con fare sbigottito si fermò anch’egli non capendo cosa stava succedendo.
Superati i primi cespugli collinari, ormai a pochi passi dagli elfi, ecco che i cespugli si animarono, driadi e con esse esploratori elfici che strinsero gli umani in una morsa contro la linea di disciplinati arcieri e lancieri elfici. Bran era ormai in fondo alla schiera dei suoi ed sbraitò ordini per cercare di far ruotare i suoi a coprire le spalle ai loro compagni ma era già troppo tardi, fu una mattanza, i nani avevano sfruttato gli umani come esche per far rivelare le carte in gioco agli elfi.
La vita stava svanendo da Bran, steso a terra in una pozza di sangue, umano ed elfico, stavo osservando il volo dei corvi sopra il campo di battaglia. Gli elfi erano in rotta inseguiti dai nani, ma gli umani… Erano quasi tutti caduti sul campo, ed i feriti venivano finiti dai nani invece che aiutati.
Il cielo si fece improvvisamente più scuro, o forse erano solo i corvi che diventarono più numerosi, un grande frastuono, Bran non sapeva dire se un tuono o forse appunto i corvi.
Dalla sua posizione immobile Bran riuscì solo a sentire alcune urla concitate, poi nulla. Dopo quella che sembrò un’eternità ecco giungere una figura che stese la sua ombra sopra il morente capitano degli uomini. Una donna, o almeno era qualcosa che assomigliava ad una donna per Bran, o forse aveva perso troppo sangue e quelle incongruenze che vedeva erano solo illusioni donatagli dal dolore delle ferite.
Bran non riuscì a capire esattamente le parole della donna, aveva una strana voce e parlava una lingua strana oppure era sempre il dolore che distorceva tutto, ma comprese il senso delle parole, gli stava domandando cosa desiderasse.
<Vendetta!>
Bran si risvegliò dal sonno, ancora il solito sogno, ancora il giorno in cui divenne vassallo della Regina.
Ora era nelle vicinanze di un altro campo di battaglia, con ancora i suoi uomini al suo comando, come revenant e scheletri. Ma questa volta…
Questa volta i suoi alleati erano le gargolle ed i licantropi che aveva creato con la sua magia, e i suoi nemici che aveva ingrossato le file delle sue orde! Nessuno l’avrebbe mai più tradito alle sue spalle. Nessuno avrebbe mai più potuto nemmeno immaginare di farlo. I non morti minori non hanno immaginazione.
Come secondo torneo associativo del 2013 è stato scelto Kings of War, e quindi ho partecipato con i miei non morti.
Ho partecipato con una lista molto “classica” per il mio stile, ho visto che funziona bene contro le persone con cui gioco di solito per cui l’ho solo modificata leggermente togliendo tutti gli stendardi, musici e oggetti magici vari a favore di un numero maggiore di truppe.
Ho quindi schierato:
  • 2 orde di scheletri lancieri con ratti non morti (190 punti l’una)
  • 1 sciame senza fine di zombi (200 punti)
  • 3 reggimenti di revenant cavalieri (155 punti l’uno)
  • 2 lupi mannari solitari (70 punti l’uno)
  • 1 truppa di scheletri arcieri (55 punti)
  • 2 mezzi reggimenti di gargoyles (90 punti l’uno)
  • 1 catapulta (65 punti)
  • 4 necromanti di cui uno a cavallo (110 quelli a piedi, 125 quello a cavallo)
  • 2 porta stendardo di cui uno a cavallo (rispettivamente 25 e 30 punti)
Mi avanzano 5 punti ma non ho pensato agli oggetti magici… Ce né qualcuno da 5 punti!
A parte il caldo, soprattutto la domenica, il torneo è stato molto piacevole e ho raggiunto la terza posizione!
Prima partita al massacro contro gli umani di Federico, che ha schierato molto semplicemente tre orde di cavalieri, due di lancieri, e tre generali di cui uno a cavallo, uno su pegasus e l’ultimo su grifone!
Partita molto combattuta, le orde di cavalieri sono molto dure da tirare giù ma combattendo d’attrito vengono giù. In questa partita mi è andata molto male un’onda oscura sugli zombi che dovevano impattare sul fianco del generale su grifone per ucciderlo al secondo turno ma invece non sono riuscito a muoverli e quindi sono stati caricati sul fianco dai cavalieri umani. Epico il “cavaliere verde”, ovvero il generale a cavallo, uno dei pochi sopravvissuti umani allo scontro è stato il vero eroe della battaglia!!
Finito ai “turni supplementari” con un pareggio molto a mio favore, al dodicesimo turno era un chiarissimo pareggio ma giocando altri due turni ho “scambiato” un mio licantropo con un’orda di cavalieri!
Seconda partita contro i non morti di Mario, con la missione massacro con obbiettivi. Non ricordo esattamente cos’ha schierato, posso dire che qui il lato “caldo” del tavolo era il mio fianco destro dove due reggimenti di revenant hanno tenuto testa a un’unità di lupi mannari, una vampira e un’unità di soul reavers (vampiri a cavallo) stordendoli sempre e comunque! Quindi sono riusciti a picchiarli con calma senza riceve nessun colpo di risposta. Questa l’ho vinta perdendo solo i due licantropi e un mezzo reggimento di gargoylles.
Terza partita ad obbiettivi contro gli elfi di Luca, tutti arcieri e maghi accompagnati da un reggimento di cavalieri (che odio da sempre e per sempre! Io odio gli elfi a cavallo…). Effettivamente la persona contro cui non gioco mai se non mi capita nei tornei, e se non erro forse questa è la seconda se non addirittura la prima!

Non conoscendo la persona, e quindi come gioca, ho sbagliato esercito… Ho perso 3 obbiettivi per Luca contro 1 per me ma effettivamente devo dire che ho dovuto utilizzare quello che avevo in campo (e subito dai primi turni è meglio dire “quello che mi rimaneva in campo”) per arginare gli elfi. Non sono riuscito a prendere l’iniziativa perché non avevo abbastanza unità resistenti per “correre” contro gli arcieri. 
Contro Luca sarebbero state meglio tre o quattro orde di scheletri lancieri, magari senza ratti, un’unità molto “tosta” da usare come spauracchio, magari mummie, e due o tre unità leggere e veloci per cacciare le macchine da guerra, tipo i lupi che però mi ha ucciso con due colpi molto fortunati…