lunedì 25 febbraio 2013

Un paio di regolamenti


Empire of Death

Dopo una lettura delle regole introduttive ecco i miei motivi per provare questo gioco:
  • Basato sul dado 10, quindi ogni bonus-malus pesa per il 10% di probabilità invece del classico 16,6% del dado 6.
  • La linea di vista è una via di mezzo interessante tra basetta e modello, ovvero il modello dev’essere visibile ma se la basetta è parzialmente oscurata da un -1 al colpire se invece è completamente oscura il malus cresce a -2. Non so se nella versione completa ci sia un ingombro predefinito di qualche genere.
  • Per colpire a distanza si deve lanciare un dado e sommare la propria abilità nello sparare, con un 10 o più si è colpito, mentre per ferire c’è una tabellina forza VS resistenza che ricorda molto Warhammer per come è impostata.
  • Il corpo a corpo invece è simultaneo ed ognuno dei due contendenti lancia tanti dadi quanto i suoi attacchi, vince il dado (con i suoi bonus/malus) più alto (in caso di pareggio vince chi fa più attacchi).
  • Quando un modello perde l’ultima ferita non è morto automaticamente ma deve bensì testare su una tabella apposita in cui potrebbe aver subito solo ferite superficiali, essere stordito (ed il turno seguente riprendersi), crollare a terra (il turno successivo ritirare sulla tabella ferite) oppure essere rimosso dal gioco.
  • Ogni modello ha un proprio punteggio di “influenza”, questi punti possono essere utilizzati per compiere azioni speciali specifiche del modello oppure per migliorare il risultato di un singolo dado.

Dimenticavo che il turno è “tutto io e poi tutto tu” a parte la fase di mantenimento che è comune ad entrambi i giocatori. Il gioco si vede subito che è nato per le campagne, e l’ambientazione è molto fertile per idee e spunti narrativi, le fazioni in campo sono cinque ma credo che sia più corretto definirle tipologie di bande piuttosto che fazioni vere e proprie e sono: club dei gentiluomini, clan di vampiri, la fratellanza (!), lycaon (lupi mannari) e zombi vittoriani.

Drakonian

Sabato ho disputato una partita di prova a Drakonian, gioco fantasy a eserciti opera del buon Marcello.
Io ho guidato un contingente di barbari, di cui non mi ricordo il nome, contro una schiera di murmorei (datemi il beneficio del dubbio perché non mi ricordo esattamente come si chiamano, non ho il manuale sotto mano), una razza umana con troppa gente malata in giro.
Il gioco è caratterizzato da meccaniche semplici e veloci che ovviamente ricordano parecchio Colonial Wars però il numero di azioni che ogni unità può compiere è al massimo due ma queste azioni devono essere date dai comandanti. Per essere più chiaro ogni comandante ha un certo numero di punti comando che possa dare a un’unità per eseguire un ordine oppure tenerselo lui sempre per eseguire un ordine o per far ritirare un test morale. I personaggi partono con un loro “punto ordine” mentre se le unità hanno uno stendardo e gli viene impartito almeno un ordine posso eseguire una “manovra” (cambiar fronte o formazione) aggiuntiva.
Altra differenza sostanziale il morale è dell’armata non dell’unità, che comunque ha una sua disciplina, ed è pari al numero di unità valide che si schiera all’inizio. Si perde un punto quando un’unità scende sotto la metà degli effettivi minimi (non quindi la metà iniziale) o quando si perde un’unità o un eroe. Quindi perdere un’unità fa perdere due punti, uno per la metà degli effettivi minimi e uno per la distruzione. Il primo giocatore che raggiunge morale zero ha perso la partita.
Anche lo scudo è particolare come meccanismo, non da un bonus ma è il fattore difensivo che ha un malus se non si è armati di scudo, in pratica non cambia nulla basta considerare il fattore difensivo più basso di uno e aumentarlo (al valore reale) per le truppe con lo scudo.
La possibilità di accerchiare una truppa nemica nel corpo a corpo rende il gioco a mio avviso un poco ostico, o meglio mi pare che sia un sistema per rendere un po’ più realistica la gestione dei combattimenti con solo i modelli a contatto alla moda di Warhammer per rendere meglio l’idea della mischia furiosa che si ha dopo il primo impatto tra le schiere. Non è che questo sistema non mi piaccia, è che mi piace troppo il sistema a unità di Kings of War per cui ora mai la gestione a singolo uomo mi piace solo se giocato in un sistema skirmish o in un’ambientazione “da armi da fuoco”.
La magia devo ancora comprenderla bene perché lo sciamano dei barbari aveva delle pergamene monouso da utilizzare, mentre la strega della mia controparte “infettava” un’unità a turno. Entrambi mi sono sembrati estremamente utili e allo stato attuale non conosco né il valore in punti né tanto meno le regole di creazione dell’armata.
Quest’ultimo punto mi è sembrato alquanto basilare giacché è anche quello che determina il tuo valore di morale iniziale e quindi quanto la tua armata potrà resistere in combattimento. Quindi allo stato attuale non mi posso sbilanciare troppo se non: il regolamento è molto interessante e a una prima occhiata sembra girare molto bene. Va sicuramente provato ancora!